Braceo, il movimento delle braccia nel Flamenco

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Il movimento delle braccia e delle mani nel flamenco

La forza dinamica ed espressiva dei movimenti delle braccia e soprattutto dei polsi e delle dita rende tipiche le forme del Flamenco, tanto che, nell’apprendimento, si tende a prestar una enorme attenzione ad essi, e a puntare l’obiettivo su di essi tanto da considerarli come una entità autonoma, che nulla ha a che fare con i movimenti del resto del corpo. Nulla di meno funzionale!

L’ampia libertà di movimento delle braccia, delle mani, delle spalle sono caratteristici di chi danza flamenco, e ne accompagnano profondamente l’aspetto espressivo.

Tutti gli insegnanti di Flamenco concentrano grande parte delle loro lezioni sullo spiegare e correggere come le braccia debbano muoversi, mantenendo nel frattempo la parte inferiore del corpo perfettamente ferma. Consideriamo che questo nella danza non succede assolutamente mai: il danzatore non sta mai fermo mentre muove le braccia, quando sta ballando. Le mani sono sempre la “coda” del movimento, e le braccia accompagnano quanto accade nella parte centrale del corpo esattamente come succede quando camminiamo. La funzione neurologica delle braccia, mentre il corpo si muove nello spazio, è sempre quella di garantire il mantenimento dell’equilibrio con i minino sforzo, favorendo lo sviluppo della forza laddove serve, per finalizzare l’azione. Questo, da un punto di vista fisiologico. Il nostro meraviglioso corpo è comunque in grado di fare anche altri movimenti, che non sono quelli naturali: può fare tutto, il contrario di tutto, e anche altro.

Consideriamo sempre che il Flamenco non è nato sulla Luna ad opera dei Marziani, ma dall’improvvisazione di corpi umani come il nostro, e perciò è figlio della logica dinamica del corpo, della neurologia, delle catene muscolari, dell’anatomia e del legame indissolubile del corpo con tutto l’aspetto espressivo, animico, energetico.

Da un punto di vista puramente fisico, i movimenti energici e vigorosi del baile Flamenco richiedono un corpo allenato, articolazioni flessibili e una muscolatura pronta. Un lavoro di riallineamento posturale e l’uso di tecniche respiratorie sono imprescindibili nel training.


I movimenti delle mani da un punto di vista dinamico e fisiologico provengono dall’uso complessivo delle catene muscolari che attraversano il corpo e si propagano senza soluzione di continuità appunto fino alle estremità. La mano risponde per ultima al movimento del centro del corpo, dopo spalla, braccio, avambraccio e polso: il movimento naturale inizia dal centro e si allontana verso la periferia.

Dal punto di vista estetico, invece, i movimenti della mano nel flamenco risentono di movimenti delle danze arabe, che a loro volta risentono dei mudras indiani, di cui però non prendono nulla del significato narrativo, ma soltanto, appunto la forma.

La potenza dei movimenti delle braccia espande l’espressività del torso e delle spalle, che nel flamenco lavorano sempre in maniera molto ampia, occupando con fierezza lo spazio lateralmente. Le braccia proseguono il movimento della cassa toracica, amplificandone le linee.

Una considerazione particolare è l’uso massiccio nel flamenco di alcuni muscoli che non si usano molto nella quotidianità: Grandi Pettolari e Deltoidi, che agiscono per amplificare il movimento delle braccia e del petto, spingendo il gesto in avanti e lateralmente, Tricipiti, che permettono di espandere il gesto ampliando l’angolo del gomito, come a spingere lo spazio con le mani, e i Flessori Ulnari del Carpo, che obbligano a piegare il polso in modo che il quinto metacarpo, ij pratica il proseguimento del mignolo, si muova in direzione dell’avambraccio.

Il palmo della mano è molto attivo e sfrutta le possibilità di movimento delle articolazioni intercarpali e di quelle carpo-metacarpali, che disarticolano il polso ed il palmo stesso in modo mirabile. Le dita sono ciò che più richiama l’attenzione dello spettatore, ma  il movimento non parte da lì: parte dalla flessione ventrale del polso. Le dita lo espandono e lo esprimono con forza e presenza, come ad andare a prendere nello spazio.



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