Guida per neofiti

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Il flamenco: istruzioni per principianti assoluti!

Se il flamenco ti incuriosisce, ricorda che si tratta di qualcosa un’arte talmente articolata e vasta che una sola vita non può bastare per conoscerla in ogni sua piega!

Trovi nei negozi delle più grandi catene di distribuzione italiane una serie di spazi denominati ‘Flamenco’. Attenzione! In molti casi bisognerebbe aggiungere la dicitura ‘Spazzatura’: con brani evidentemente scelti a caso da addetti inesperti o mandati da case discografiche criminali che pubblicizzano artisti sconosciuti ma soprattutto mediocri (che avranno firmato con loro un contratto di “schiavo a vita”). In altri casi invece ci propongono incisioni storiche: il flamenco nella sua tradizione significa cante e chitarra: questi brani sono flamenchi, flamenchissimi, ma forse lo sono anche troppo per orecchie ancora “vergini” a queste sonorità… non disperare!

Se quello che vuoi è Flamenco, non comperare niente con la dicitura ‘flamenco chillout’ o ‘flamenco light’: tra questa musica e il flamenco ci passa la differenza che c’è tra una fiorentina alla griglia e un big mac…

Il flamenco commerciale, fusion, o gli storici Gipsy King possono essere una porta di accesso al flamenco, ma ricorda che il flamenco è altro.

Compra piuttosto l’intramontabile genio della chitarra: Paco De Lucia… con lui non sbagli mai!

C’è chi è convinto che soprattutto il flamenco sia una cosa troppo pesante: “Ma che cos’ha, il mal di pancia?” è la tipica domanda di chi non è abituato a queste sonorità… non è così, fidati! Il cante è la vera anima del flamenco: ha la capacità di toccarci nel profondo, di farci ridere o piangere, ed in ogni caso ci riempie di energia vitale, anche quando è estremamente triste. Esistono stili, come tangos, bulerías, alegrías e cantiñas in generale, sincopati e allegri che ti fanno entrare il ritmo nel sangue; altri generi come i fandangos ci fanno scoprire le radici dell’anima rurale andalusa e della saggezza popolare di una cultura tradizionale; altri ancora, come i cantes de levante, o le soleares o le siguiríyas, ci toccano direttamente il cuore e ci commuovono profondamente.

Nonostante l’amore già conclamato per il baile flamenco, quando si va per la prima volta in Andalusia, e si vede un bel cartello “festival flamenco”, si pensa subito di trovare uno spettacolo di danza. Errore! Quelle serate sono per lo più incontri dedicati all’ascolto del cante. Tradizionalmente durano ore ed ore, e vedono l’avvicendarsi sul palco di diversi cantanti, accompagnati dalla sola chitarra, o al massimo da uno o due palmeros. Se c’è un pezzo di baile, di solito durante questo “intermezzo” il pubblico va al bar a farsi un calice di quel meraviglioso vino andaluso che si chiama fino…
Pian piano però il gusto musicale si educa e si evolve, e anche gli stranieri possono appassionarsi ed emozionarsi molto nell’ascoltare queste musiche: attenzione perché il flamenco è fortemente additivo, e genera facilmente dipendenza!

Per chi si avvicina al flamenco, il metodo più facile ed economico di ascoltare è guardare i video di baile su youtube: con l’aiuto della danza, la musica diventa più comprensibile, più accessibile. Inoltre, i brani danzati sono sempre accompagnati da musica “a compás”, a ritmo, cosa che ci ricorda altri generi musicali, più familiari per le nostre orecchie. Per cominciare, scegli palos come il tango e la alegría, che risultano alle nostre orecchie più familiari. O ancora, prova a digitare “piano flamenco”: il pianoforte è entrato a pieno diritto nel flamenco, e molte sono le composizioni flamenche che sfruttano le incredibili qualità di questo strumento. La sonorità del piano nel flamenco ricorda la musica jazz, risultando quindi più comprensibili al nostro orecchio: se partiamo da qualcosa di conosciuto, possiamo pian piano approfondire l’argomento senza choc.

Infine, per avvicinarti ad una maggiore comprensione della cultura che ha generato il flamenco, quella andalusa, considera che se tra spagnoli e italiani ci si definisce ‘cugini’, molto è dovuto alla similitudine culturale e geografica che c’è tra i rispettivi sud e nord dei nostri paesi: non esistono altre due culture al mondo con una simile analogia. Se vuoi quindi farti un’idea di come potrebbero essere gli spagnoli al sud pensa alla nostra gente della Campania, della Calabria, delle Puglie o delle isole; così come molto probabilmente in un catalano o un basco riconoscerai il lombardo o il piemontese.

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