Scegliere la scuola

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Uno studio che durerà anni ma che ci riempirà la vita!

L'entusiasmo degli allievi principianti di flamenco al saggio

L’entusiasmo degli allievi principianti del Mosaico Danza di flamenco al saggio- Teatro Ringhiera a Milano

Il flamenco è una danza complessa da un punto di vista fisico e molto articolata per quanto riguarda la relazione con la musica e la cultura di riferimento.

Noi vi consigliamo i corsi del Mosaico Danza Asd: si tengono tutti i giorni, su due sedi, Via Passeroni 6 e Via Pomezia.
info@ilmosaicodanza.it
0258317962

Imparare a ballarlo implica un percorso di apprendimento lungo e questo deve essere chiaro fin dall’inizio: se entrate in una scuola e vi fanno capire che in breve tempo sarete dei ballerini di buon livello… be’ qualcosa non va. Il primo consiglio è sempre quello di chiedere di ammettervi ad una lezione di prova: non iscrivetevi ad un corso, senza averlo sperimentato su di voi!

Cominciamo ad osservare i vari aspetti del baile, che si devono imparare, a partire dal lavoro corporeo per passare alle nozioni teoriche:

– i movimenti di questo ballo sono energici e vigorosi, ma mai rigidi, per cui richiedono un corpo allenato, articolazioni flessibili e una muscolatura pronta. Fate attenzione a questo aspetto nel valutare la vostra scelta: se la lezione non è sostenuta da un lavoro corporeo fatevi qualche domanda! Forse allenare il corpo è meno divertente che ballare, ma muoversi senza saper usare il proprio corpo sarebbe come guidare la Ferrari senza avere idea di come mettere la prima.

– il corpo del bailaor, il danzatore, è molto allungato e la sua postura è aperta, le spalle sono larghe anche per permettere alle braccia quell’ampia libertà di movimento che le rende tanto espressive. Un lavoro di riallineamento posturale è imprescindibile.

– per poter effettuare il zapateo, la produzione di suoni con i piedi, occorre avere equilibrio, cioè essere in grado di controllare lo spostamento del proprio peso da una gamba all’altra con grande precisione, altrimenti si cadrà da un piede all’altro e i suoni saranno quanto meno imprecisi se non del tutto casuali. Esercizi che aiutino ad acquistare equilibrio e consapevolezza delle proprie gambe sono basilari.

– il ritmo è fondamentale: il compás, la frase ritmica, è alla base di qualsiasi movimento e quindi ancor più di qualsiasi suono. Una buona scuola deve dare all’allievo gli strumenti per assorbire la ritmica e capirla in profondità.

– la danza è un po’ la “sorella povera” del flamenco, l’espressione più conosciuta all’estero e più fruibile dagli spettatori anche inesperti, ma il cuore è la voce, il cante. Il bravo bailaor è qualcuno che per prima cosa ama ascoltare il cantaor mentre sta ballando. In una buona scuola ci deve essere un incontro con il cante, magari dal vivo è difficile averlo visto che in Italia i cantaores sono davvero una rarità, ma almeno se balliamo una coreografia il nostro insegnante ce ne deve far ascoltare le letras, strofe cantate, su varie registrazioni e magari aiutarci a capirne la melodia (qualche insegnante si lancia coraggiosamente a cantare durante le lezioni, pur sapendo che la differenza fra chi canta in questo modo e un cantaor è più o meno quella fra un allievo alla prima lezione di guida e Shumacher: per quanto approssimativo possa essere il tentativo di cantare, ci aiuterà a familiarizzare con le letras).

– La chitarra è l’altra parte dell’anima: non si può ballare senza ascoltare la chitarra, quindi se trovate una scuola in cui le lezioni siano accompagnate almeno periodicamente dalla chitarra dal vivo, sarà meglio (a volte questo non è possibile non per cattiva volontà da parte dell’insegnante di danza ma per la poca disponibilità di buoni chitarristi flamenchi su ampie aree del territorio italiano).

– la cultura del flamenco è fatta di ascolto e studio a casa propria di dischi e video, ma soprattutto di frequentazione della Spagna, di conoscenza della lingua spagnola, di esperienza diretta, di aver visto spettacoli e concerti, di aver trascorso ore seduti ad ascoltare nei festival andalusi. Un insegnante che non ha un simile background… facciamoci di nuovo la domanda. Siamo a Milano, ma oggi viaggiare non è difficile!

– last but not least, nella scelta sarà fondamentale che l’insegnante ci sia simpatico, che il posto ci piaccia e che ci piaccia soprattutto intraprendere il percorso: gli anni di studio saranno tanti, ricordiamocelo, e sarà lo studio stesso a darci piacere e gioia. Se pensiamo solo di studiare per diventare in breve un ballerino famoso ma andare a scuola ci fa venire mal di pancia… forse sarà meglio considerare di sceglierci un altro hobby!

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