Dove imparare

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Esprimere in danza tutti le emozioni dell’animo umano

Il Flamenco, un vero antistress toccasana per i milanesi

Il Flamenco, un vero antistress toccasana per i milanesi

La cultura musicale e della danza è molto complessa. Eppure imparare a ballare flamenco a Milano, come in qualsiasi altro posto nel mondo è possibile: prova ad andare al Mosaico Danza, in Via Passeroni 6 o in Via Pomezia 12 0258317962 o info@ilmosaicodanza.it

Per affrontarne lo studio occorre tener presente quali sono gli elementi fondamentali su cui si appoggia questo genere coreutico: la danza è molto complessa da un punto di vista fisico e molto articolata per quanto riguarda la relazione con la musica e la cultura di riferimento. Il “baile” è l’espressione più conosciuta all’estero e più fruibile dagli spettatori anche inesperti, ma il cuore del flamenco è la voce, il cante. Il bailaor deve per prima cosa godere l’ascolto del cante mentre sta ballando.

La chitarra è l’altra parte dell’anima del flamenco: il baile viene sostenuto dalla forza della chitarra, che ha un ruolo melodico ma anche ritmico insieme, dato che il chitarrista, soprattutto in presenza del baile, sottolinea il ritmo addirittura compiendo suoni percussivi (golpes) sulla cassa armonica dello strumento.
Il flamenco significa ascolto e studio, pur rimanendo nella nostra cornice milanese, ma ci obbliga a frequentare la Spagna, centralmente l’Andalusia, ci spinge ad imparare la lingua spagnola, ci porta a fare esperienza diretta di spettacoli e concerti, ma anche di riunioni informali, improvvisate, trascorrendo ore seduti, ad ascoltare il cante ai festival andalusi e nelle peñas flamencas, circoli culturali dedicati a mantenere vive le sue tradizioni, anche quelle meno commerciali, che l’industria discografica condannerebbe all’oblio.
Il complesso lavoro ritmico, la bellezza dei dinamismi e la carica emozionale che sostiene ogni sua forma permettono di sondare ed esprimere tutti i sentimenti dell’animo umano: il Flamenco è espressione della vita stessa, in tutte le sue molteplici sfaccettature.
Il Flamenco ha una storia antichissima, legata alle peregrinazioni dei gitani, cresciuta nel crogiolo dell’Andalusia, con la sua ricca memoria araba, ebraico sefardita e il suo complesso folklore regionale.

La tecnica, l’espressività e la musica

Il Flamenco nasce storicamente dall’improvvisazione, e non dalla tecnica: nessuno si è seduto a tavolino per crearne le regole tecniche, come avvenne invece, ad esempio, per la Danza Barocca.

Si evolve grazie all’autenticità di persone che hanno qualcosa da comunicare e non solo da esprimere: esprimere prescinde dall’interesse del soggetto per un eventuale destinatario, mentre comunicare significa mandare un messaggio a qualcuno, anche nel caso in cui questo qualcuno non sia una persona fisica, ma un luogo, un’emozione, una speranza, o l’universo intero… è un po’ come una preghiera!

Occorre quindi esercitarsi per mettersi in una condizione mentale di ascolto e di apertura, per utilizzare maggiormente l’emisfero destro del cervello, quello deputato alla creatività. In quel
momento la parte razionale di noi non tace affatto: osserva! Il suo ruolo di intuizione, supervisione, annotazione è intatto. Sceglie di farci seguire i passi della coreografia, nella sequenza corretta, ma non controlla la modalità espressiva, lasciando all’emozione la scelta di come completare il gesto. Per ballare Flamenco non possiamo farne a meno, anche perché la musica stessa è in gran parte improvvisata: senza apertura mentale non saremmo in grado di far fronte ai suoni nuovi e imprevedibili che i musicisti che ci accompagnano producono per noi. Danzare Flamenco significa assumersi un rischio. E abbandonarci nelle mani di qualcosa che va davvero al di là di noi, sapendo che qualunque cosa accada, sarà la migliore. Errore compreso!

Il gesto è la rappresentazione fisica del suono e la musica è la voce della danza… I due fenomeni dovrebbero infatti nascere insieme e nutrirsi l’uno dell’altro, all’unisono, esaltandosi a vicenda, senza che nessuno prenda il sopravvento… Ecco il Flamenco!

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